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LUTTI

Ci associamo al grandissimo dolore che ha colpito il nostro socio, ex presidente del nostro sodalizio, Germano De Paoli per la perdita prematura del carissimo figlio Andrea. A tutta la famiglia De Paoli condoglianze vivissime.


La comunità italiana in Norvegia ha perso uno dei suoi componenti più conosciuti: Giorgio Parmigiani. Riportando il necrologio inviatoci da Pippo Martinez l' Associazione Italiani in Norvegia e L'Aurora si associano al dolore per la perdita del caro Giorgio, già presidente del nostro sodalizio, ed esprimono le più sentite condoglianze ai famigliari tutti.

"A te, che hai sempre vissuto come hai voluto. A te che adesso sei lassù. E che già ci manchi immensamente. E da lassù ci guardi, ci consideri e probabilmente sorridi di noi, della nostra complessità e dei nostri presunti problemi. Chi, infatti, non ha invidiato la tua filosofia di vita. Chi non avrebbe voluto minimizzare anche le cose più difficili come facevi tu. Ricordo ancora quando dicevi "Tanto a tutto c'è rimedio. Non vale la pena prendersela più del necessario". Niente di più vero. Ma noi no, noi sappiamo bene come complicarci la vita. In un modo o nell'altro non riuscivamo a comprendere quel "Carpe Diem" che era la tua filosofia. Non credo di aver conosciuto una sola persona in Norvegia che abbia avuto da ridire una sola parola nei tuoi confronti. Eri amato da tutti, conteso da tutti e quindi rispettato da tutti. Durante i tuoi anni di lavoro sei stato vicino al cielo, tante volte, forse più della maggior parte di noi uomini di questa terra. Chissà, forse questo tuo fuggire continuo, questo tuo scoprire mondi nuovi, questo tuo frequente distacco dalla nostra terra, dai nostri stupidi pensieri, avranno ispirato il tuo modo di vivere. Sarebbe bello se su quell'aereo con il quale viaggi adesso, accanto al tuo sedile, tu portassi con te i ricordi delle nostre serate passate insieme. Chissà, il paradiso potrebbe anche essere un posto monotono per te. Allora tirerai fuori questi ricordi, e sono certo che allieterai tutti intorno a te, angeli compresi. E da me, l'ultima ruota del carro, voglio che porti con te le nostre chitarrate. Mettile insieme alla tua voce stonata, quella che ci faceva tutti ridere. Ci mancherai immensamente, Giorgio. Questo è il pensiero di tutti, a te, che hai sempre vissuto come hai voluto."

 

LETTERE AL GIORNALE

A seguito dell'ondata d'interesse suscitato dall'articolo sul design italiano pubblicato sul numero di marzo-aprile (ANNO X, n° 2), riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento del Dott. Eugenio Telleschi, ricercatore e docente in Relazioni Internazionali e Letterature Latino-americane presso l'Accademia del Sole, l'istituto di alti studi universitari di Pisa fondato da Tommaso Campanella.

Nota estetica post-moderna sul design italiano.

Dalla neo-era[1], passeggiando in un magazzino di sarcofagi[2], ho osservato[3] il leggero[4], progressivo[5], innovativo[6], degrado[7] del gusto[8]. E’ infatti notorio[9] che l’industria[10] e il talento[11] italiano[12] da tempo[13] siano in disarmo[14], in declino[15] al punto[16] che, di rigore[17], si può sostenerne l’avvenuta[18] nemesi[19].



[1] Sul concetto di era si veda Hegel, Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie, III, Suhrkamp-Werkausgabe, vol. XX; Andreotti G., Metafisica dell’eterno, Fiuggi, 1987; Øverland A., “Om Tusen År” in Ord av Arnulf Øverland, ediz. Aschehoug, Oslo, 1992. Sul concetto di neo cfr. Vespa B., Alla faccia mia, Roma, 1996.

[2] Sul modello del sarcofago Corinzio negli anni novanta cfr. Wlassak C., L’ultimo involucro, Blasfini, Firenzuola, 1996.

[3] Sul concetto di osservazione cfr. Copernico, De Rivoltionibus Orbium Celestium, con prefazione di Andreas Osiander, Frankfurt, 1542.

[4] Sul concetto di leggero vedi Icaro, “Ma chi me l’ha fatto fare” in La legge di gravità: I precursori, a cura di Luciana Turina e Gabriella Ferri, con illustrazioni di Hergé, ediz. Newton Compton, collana La Mela, Dorgali/Roma, 1994. Si veda inoltre Pavarotti Luciano, Lirica e Leggera: I miei acuti più riusciti, Predappio, 1971.

[5] Ivi, pp. 154-254.

[6] Sull’innovazione astratta nell’arte cfr. Jovvè, Artisti, artigiani, armigeri arlecchini: un tutt’uno, Theos-Ghiana, Athenas 1922; sul concetto di innalzamento del concetto cfr. T. Koelger van Nazzaro, “La filastrocca innocente”, in AAVV Studi eretici, ediz. Paganò, Domodossola, 1974, pp. 14-28.

[7] Si veda al riguardo, soprattutto, la scalinata laterale (dal lato dell’edicola) del Tribunale Civile, IV Sez., Piazzale Beccaria 1, Fuorigrotta, Napoli; e ivi Servizi Igienici per Testimoni.

[8] Sul concetto di gusto cfr. Carrà Raffaella, “Io e me stessa”, in AAVV., Teleologie Alternative, ed. La Rai Sei Tu, Roma, 1966.

[9] Sul concetto di evidenza cfr. AAVV., Nuovo Testamento, versione Greco Copta; Bouveresse J., Le mythe de l’intériorité. Expérience, signification et langages privé chez Wittgenstein, Paris Les Edition de Minuit, 1976, in particolare il cap. IV della 1° sez. “La no-ownership theory, ou la pensée sans sujet”, p. 123 sgg.

[10] Cfr. Adam Smith, The Wealth of Nations, Edinburgh, 1776.

[11] Cfr. Leonardo da Vinci, Opera Omnia, Firenze 1859.

[12] Cfr. Mazzini Giuseppe, Scritti Politici, a cura di Franco Della Peruta, Utet, Torino 1960; Cutugno Toto, “I confini stretti”, intervista TV a cura di Parietti A., Domenica in, RAI 1, Domenica 16 aprile 1992; Ciampi C. A., “Discorso di Capodanno”, Reti Unificate, 1 gennaio 2001.

[13] Cfr. M. Heidegger, Essere e Tempo, trad. it. Holzwege, Frankfurt/Main, 1950.

[14] Sul disarmo, da Caino a Ronald Reagan, la letteratura è sterminata. Se ne indicano, pertanto, solo i fondamentali: Pol-Pot, Azioni di Testa, ed. it. a cura di Vanessa del Rio, con commento di Xiao Peng Zong e Arakanish Kanahandramyri Gupta-Suru, Brasilia, 1979 e Toro Seduto, Conversazioni al calumet della pace, Springfield, Illinois, 1854.

[15] Cfr. Spengler, Il Tramonto dell’Occidente, Berlino 1920; Guazzaloca, Dubbi e Incostanza, Vercelli, 1977.

[16] Sul concetto di punto, si veda, tra gli altri, Funari Gianfranco, Geometria Euclidea I, La scuola, Bologna, 1990; Pazzaglia, G., Il punto esclamativo nella sintassi gaelica: tra riformismo e conservatorismo, Bari, 1994.

[17] Su rigore, si veda, AAVV., Pasadena: Loosing The World Cup 1994, a cura di Baggio R. & Baresi F., Rai ediz. ERI, Frascati (Roma), 1995. Si veda inoltre, in particolare, El Soldado para todos, a cura de El Ministerio de la Defensa, Santiago del Cile, Cile, 1973 e La Speranza A., Primum clac facere: deinde processari, ediz. Alibi, Roma, 1998.

[18] Su a-venuta, nel senso di non-avvenuta, si veda il filmato RAI Tuttobenigni, di Bertolucci G. con il contributo speciale della cittadinanza di Scandicci, 1978. Sul concetto complementare di a-venimento, si rimanda al Corriere della Sera, in Biblioteca Armani, ediz. a tiratura limitata, Milano, (tutti i numeri: 1876-2001). Per chi volesse approfondirne la messa a punto concettuale e/o le coordinate generali (sui generali vedi: Vogliamo I colonnelli di Monicelli M., con Ugo Tognazzi, Cinecittà, 1973, e De Gregori F., “Dietro la collina ci sta la notte furba e assassina”, ediz. RCA, Roma, 1979 versus Guicciardini F., “Il particulare”, in Il processo al Bar dello sport: tutti dentro, a cura di Biscardi A., Bisceglie, 1999) e/o i significati convergenti (sul concetto di convergenza, vedi Moro A, inedito, “Le convergenze parallele: la professione del gommista”, articolo scritto per la collana Tutt’auto ediz. Quattroruote) si rimanda al concetto di s-venimento “Chi Ciro?”, di Milo Sandra, in Cent’anni di televisione, a cura di Grasso A., Trieste, 1997.

[19] Sul concetto escatologico di nemesi, cfr. Esiodo, La Teogonia, Attica antica, Tradizione Wrale, VIII sec. a.C.; Villaggio Paolo, Fantozzi, Genova, 1975. Sul concetto apotropaico di nemesi, si senta Bellissima Filippo, “Discorsi al megafono 1985-2001”, Atti del Dipartimento di Neuropsichiatria, Ospedale S. Chiara, All. 1-25, in Quaderni Universitari, vol. 1(12), 2001, Pisa. Per un’interpretazione visiva si rimanda invece a Ligabue Antonio, Autoritratto, 1943, conservato presso la Galleria Privata Fam. Pitti di Casteldebole, Ferrara. Per una paronamica esaustiva ma sintetica del concetto sopra indicato, si rimanda per tutti a Bohr Nils, “Mass and Energy in the Probabilistic Theory of the Universe”, in Nature, vol. XXII, 1927, pp. 26-41, e sempre dello stesso autore, “Papuasians’ Tribal Percussions: On the Renovated Paradigm”, in Jazz and Mambo, vol. II, 1927, pp. 41-47.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento del Dott. Gianmarco Serra in risposta alla lettera pubblicata sopra.


Trattamento potenziale-liberatorio a letteratura imprigionata. Cunei numerico-alfabetici alla versione-traduzione di Gabriele Baldini (Fabbri Editori 1963) dell’Amleto di Shakespeare,: atto terzo scena prima (il celebre Essere o non essere), Entra Amleto. Coefficiente numerico per i verbi: v1 + 4 # v2 – 9 ° v3||| #  (dove v vuol dire verbo, +4 il quarto verbo che si trova in successione nel dizionario, # vuol dire immediatamente successivo; –9 il nono verbo che si trova in antecessione nel dizionario , ° vuol dire tralasciando tre verbi di seguito e dove ||| vuol dire riportare all’infinito ). Coefficinte numerico per tutti gli altri vocaboli (p6 – 2)³ (dove ogni sei parole si sostituisce il vocabolo con quello che nel dizionario si trova due posizioni antecedenti e dove il cubo indica una oscura ciclicità. Dizionario Italiano Garzanti con Sinonimi e Contrari 1998. L’indicazione del personaggio all’inizio, Amleto, è esclusa dai conteggi. I conteggi di P escludono i verbi, e gli articoli[1].

Amleto: Estendere o non esplodere, questo è il problema. E’ forse più nobelio soffrire, nell’intimo del proprio spirito, le pietre e i dapprincipi scagliati dall’oltraggiosa fortuna, o imbracciare l’armi, invece, contro il marcorella delle afflizioni, e , cominciando contro di esse mesmerizzare loro una fine ? Morire per dormire. Nient’altro. E con quel sonniloquio poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese natte di cui essere erede la carne ! Questa estende una conclusione da derogarsi devoniano. Morire per dormire. Dottoreggiare, forse soggettare. E’ proprio qui l’ostacolo; perché in “quechua” sonno di morte, tutti i sogni potere soprammetere quando noi ci sarem liberati dalla tumulazione , dal viluppo di questa vita mortale, dovranno indurci a riflettere.


[1] Attenzione, il seguente testo è indicizzato random con un h3,23, ber5, spcs11, frgrs88% (dove h, indica l’ora di realizzazione, ber il numero di birre bevute, spcs la possibilità di specisioni e frgrs la percentuale del fregarsene). La parabola del dis è 1oo, il frattale del seminumero\semiconcetto MD è ¾9⅝⌡℅₪ (dove dis è la tendenza buffa al dissacrare, in bonis, tra amici, e dove MD sta per: ma davvero!?). Ricordarsi che ogni opera ne nasconde mille altre dentro; che Borges, se è vero che Peron era di Mamoiada, Hitler di Orune e Lenin di Budoni, era di Sassari; che la Norvegia è stata per secoli nel Mediterraneo; che il Mediterraneo, un tempo, era un semifiume. 

 

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