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La sentenza emessa dal tribunale di Göteborg il 31 giugno di quest¹anno a carico di Luigino Longo è una sentenza politica in due sensi, scrive Thomas Mathisen Criminalizzazione della resistenza politica Da un lato per ciò che dice sul trattamento della persona che viene condannata, in questo caso Luigino Longo. Dall¹altro lato, per ciò che dice sul comportamento dell¹ordinamento giudiziario più pubblico nei conflitti politici del genere di quelli avvenuti a Göteborg. Parlerò prima del trattamento della persona Longo. Chi abbia letto la sentenza e si sia peraltro informato sulle circostanze e gli avvenimenti che hanno avuto luogo in occasione dell¹incontro al vertice di Göteborg in giugno, non può fare a meno di essere colpito dalla palese faziosità celata nella sentenza stessa. In primo luogo, la sentenza inizia con una descrizione degli avvenimenti dei giorni 14-16 giugno fondamentalmente distorta. In tale introduzione, che ha importanza come premessa per costruirsi un¹opinione, le manifestazioni di Göteborg vengono presentate come violente da una sola parte. "Gruppi di persone compievano atti di violenza collettiva contro persone e proprietà", è scritto, e l¹idea che se ne trae è che le manifestazioni di Göteborg siano state in realtà dei meri atti di violenza. Sappiamo che non è stato così a Göteborg decine di migliaia di persone hanno manifestato pacificamente. Questo è l¹essenziale. Una minoranza ha compiuto atti di violenza e di teppismo, e da tali individui è chiaro quanto sia giusto mantenere le distanze. Ma la sentenza dà, come detto, l¹impressione che la violenza fosse generalizzata. In un tale contesto è posto Luigino Longo. Ciò significa che egli è condannato sin dall¹inizio, prima che venga messa in atto la produzione di testimoni, o qualunque altro atto. "Un uomo dell¹oscurità" In secondo luogo, nella sentenza vengono citati come testimoni esclusivamente agenti di polizia, che raccontano lo svolgimento dei fatti. Ho letto molte sentenze nel corso della mia vita, ma una tale faziosità è davvero rara. L¹unica voce che dà una versione diversa di ciò che Luigino Longo avrebbe commesso è Luigino Longo stesso ed egli è l¹imputato, quindi la sua versione comunque non conta. Si può incolpare di ciò la difesa, che non ha convocato ulteriori testimoni. Ma la corte non si esime dalle proprie responsabilità per questo motivo. Più le testimonianze sono faziose, nel corso di un dibattimento come questo, più la corte dovrebbe mostrare un atteggiamento critico. Ma non questa corte. Questa presta immediatamente fede alla testimonianza degli agenti di polizia. Il fatto che i testimoni in questo caso contrariamente a quanto avviene in molti altri dibattimenti giudiziari siano anche parti in causa in massimo grado è un nonsenso. In un tribunale viene fatta una ricostruzione degli avvenimenti. Ciò significa che sulla base delle testimonianze e di altro materiale viene costruita una storia, una ³story², su cause, responsabilità e colpe. Per via della palese faziosità nella presentazione dei fatti di Göteborg in generale, e della spudorata parzialità nella produzione dei testimoni, la storia che viene ricostruita è di conseguenza distorta. Luigino Longo è un uomo dell¹oscurità, che si presenta con stupide scuse che non mostrano alcuna credibilità. Errore giudiziario E¹ stata posta la domanda se Luigino Longo possa essere rimasto vittima di un errore giudiziario. "Errore giudiziario" è un¹espressione di una certa importanza. Significa che una persona che viene condannata non solo ha subito un trattamento assurdo il che comunque vale per Longo, che ha subito la carcerazione preventiva, il divieto di ricevere posta e visite in caso di malattia, ecc. e non solo subisce una condanna troppo severa ed anche questo è chiaramente il caso di Longo ma anche che la persona è effettivamente innocente. Dopo aver letto la sentenza ed essermi orientato sulle parti in causa, non ho dubbi sul fatto che possa essersi verificato un errore giudiziario. Io ritengo che il giudizio che si può dare finora della storia del processo contro Longo sia che un errore giudiziario ha effettivamente avuto luogo. Quindi dirò qualcosa circa il comportamento dell¹ordinamento giudiziario in maniera più generale del grande conflitto politico com¹era il vertice di Göteborg. Un punto decisivo è la criminalizzazione dei dimostranti politici che ha avuto luogo. La criminalizzazione della resistenza politica, la trasformazione della politica in criminalità, è una strategia antica. Un esempio storico ben descritto è la rivolta degli afro-americani avvenuta negli Stati Uniti negli anni 60. In quel caso, è stato fatto uso di rapide e massicce incarcerazioni. Tramite le rapide incarcerazioni, i dimostranti e le loro manifestazioni sono stati definiti rispettivamente criminali ed atti di criminalità. Esistono molti esempi più recenti negli Stati Uniti, ma anche in Europa. In Svezia. Sì, dunque, a Göteborg. Criminalizzazione collettiva A Göteborg la criminalizzazione è avvenuta primariamente tramite il cattivo comportamento della polizia, gli arresti di massa di numerosi gruppi di dimostranti pacifici, oltre che tramite descrizioni dei fatti nel corso dei processi come quella che ho riportato nel caso di Longo, e pene eccezionalmente severe. Dopo quanto è stato finora esposto, quasi 1000 persone sono state deferite dalla polizia in conformità a numerose disposizioni del codice di polizia. Gli arresti di massa hanno portato ad una criminalizzazione collettiva dei manifestanti politici. Ciò è stato rafforzato dal tono e dalla forma delle sentenze e dalla severità delle pene comminate a coloro che sono stati condannati. In secondo luogo, la criminalizzazione ha avuto luogo tramite la rapidità nei dibattimenti delle cause. Le indagini relative alle cause contro agenti di polizia che notoriamente hanno sparato a persone nel corso delle manifestazioni sono state rimandate, mentre i manifestanti sono stati convocati in tribunale e condannati molto rapidamente. Ciò fa tornare alla mente la rapidissima incarcerazione degli afro-americani negli Stati Uniti negli anni 60. Quando le cause in tal modo sono massificate e prodotte in serie, assumono un carattere standard comune non importa se sia l¹uno o l¹altro ad essere convocato in tribunale e condannato, perché comunque sono "tutti criminali". Chi dà le definizioni? In terzo luogo, la criminalizzazione avviene quando i veri, pochi episodi di effettiva violenza e vandalismo vengono gonfiati e generalizzati. E¹ una questione di potere della definizione. La domanda è: chi ha il controllo delle definizioni? E¹ d¹importanza vitale che tutti noi ci impegniamo per far sì che la politica non venga travisata in criminalità. Ed è possibile combattere questo fenomeno, secondo me non è da dare per scontato che chi ha il potere debba continuare ad avere il controllo sulle definizioni. Le esperienze possono essere scritte e divulgate. Il processo è già iniziato. Possiamo mobilitare e manifestare in occasione di casi importanti, assurdi e raccapriccianti, così come facciamo oggi. Questo mi riporta alla causa contro Longo. Noi chiediamo che Longo sia rilasciato immediatamente, così che possa avere occasione di partecipare in maniera appropriata al suo processo d¹appello insieme con altri. Noi chiediamo che gli siano concesse risorse per potersi procurare una difesa adeguata in occasione del suo processo d¹appello. Noi chiediamo che la legge sia uguale per tutti, cosi che egli possa avere modo di essere ascoltato. Così che egli possa dimostrare di essere un manifestante politico, non un criminale. Thomas Mathiesen è professore di sociologia del diritto presso l¹Università di Oslo.
Comments/questions for the campain: free_gigi@hotmail.com
Last update: 12/10-2001 - http://home.no.net/freegigi
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