![]() |
![]() |
|
||
TRIBUNALE DI GÖTEBORG Sentenza Causa n° B 6692-01 Divisione B 31-07-2001 PARTI (Numero dei convenuti: 1) Pubblico Ministero Imputato Difensore d¹ufficio: SENTENZA REATO COMMESSO ARTICOLO DI LEGGE
PENA COMMINATA ULTERIORI CONSEGUENZE A LIVELLO LEGALE
2. Luigino Longo ha l¹obbligo di pagare una multa dell¹importo di cinquecento (500) corone, in conformità alla legge (1994:419) sulla rifusione dei danni alle vittime di reati. ALTRE CONSEGUENZE A LIVELLO LEGALE VERDETTO RELATIVO AD ALTRE QUESTIONI,
TRA CUI IL RISARCIMENTO DEI DANNI 2. Luigino Longo pagherà settemila (7.000) corone allo stato, come rimborso delle spese legali per la sua difesa. 3. Luigino Longo rimarrà in stato di arresto finché la sentenza relativa alla sua parte di responsabilità non entrerà in vigore. 4. Il verdetto del tribunale che autorizza il pubblico ministero a notificare le restrizioni secondo l¹art. 24 comma 5 a del codice di procedura civile è tuttora valido. RICHIESTAVedere allegati 1 2 MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA Descrizione dei fatti A seguito della visita del presidente degli Stati Uniti d¹America George W. Bush, risalente al 14 giugno 2001, e dell¹incontro al vertice dei paesi della Comunità Europea, avvenuto nei giorni 15 16 giugno 2001, ha avuto luogo a Göteborg un cospicuo numero di manifestazioni e dimostrazioni. Nella maggioranza dei casi tra cui le manifestazioni tenutesi presso Vasaparken il 14 giugno 2001 e presso Götaplatsen/Kungsportavenyen il 15 giugno 2001 le manifestazioni si sono trasformate in violente sommosse. Nel corso di tali eventi, gruppi di persone si sono riuniti, usando violenza contro le forze dell¹ordine per impedire alle stesse l¹esercizio delle proprie funzioni. Tali gruppi si sono scontrati con violenza contro persone e proprietà, causando episodi di maltrattamento, lancio di pietre ed altri atti dannosi e nocivi. In conseguenza di ciò, sono stati riscontrati numerosi danni a persone, animali e proprietà. In relazione al suo viaggio a Göteborg ed allo scopo del medesimo, Luigino Longo ha riferito quanto segue: egli ha preso un autobus da Oslo, dove vive, ed è arrivato a Göteborg circa alle 18 di giovedì 14 giugno 2001. Il trasporto in autobus era stato predisposto dall¹organizzazione Attac. All¹interno del gruppo che viaggiava in autobus era presente, tra gli altri, la sua ragazza, Ann-Christine Skillingstad. L¹autobus doveva trasportare i viaggiatori presso la scuola sita in Göteborg dove gli stessi avrebbero pernottato durante il fine settimana, ma a causa degli sbarramenti posti dalla polizia, il mezzo non ha potuto raggiungere detta scuola. I passeggeri hanno dunque abbandonato l¹autobus in un altro punto di Göteborg. Luigino Longo, che definisce se stesso anticapitalista, ha deciso all¹ultimo momento di raggiungere Göteborg in occasione dell¹incontro al vertice. Lo scopo del viaggio era dare il suo contributo personale alla creazione di un¹Europa nuova e più sociale. Egli non è membro di Attac, ma ha letto dell¹organizzazione e in occasione del viaggio a Göteborg intendeva costruirsi un¹opinione circa il movimento, tramite la partecipazione all¹incontro ed al seminario organizzati dallo stesso. Egli ha partecipato nel settembre 2000 ad un cosiddetto ³sitting² nella sede del Ministero degli Esteri ad Oslo. I partecipanti erano 28 ed il motivo della manifestazione era l¹espulsione di un cittadino keniota, che rischiava la pena di morte se fosse stato rimpatriato dalla Norvegia al Kenya. La polizia norvegese ha interrotto la manifestazione; Luigino Longo e gli altri manifestanti non hanno opposto resistenza. In seguito alla manifestazione, egli è stato condannato al pagamento di un¹ammenda dell¹ammontare di 3.000 corone o in alternativa ad un periodo di reclusione della durata di sei giorni. Il mancato pagamento è dipeso, a detta del reo, dal mancato ricevimento del bollettino per il pagamento stesso. Egli non sa se il reato da lui commesso è stato definito come insubordinazione alle forze dell¹ordine. Il ³Calendario delle attività di ATTAC² sequestrato, assieme ad una pianta del centro di Göteborg, era stato da lui ricevuto sull¹autobus che lo trasportava verso la città. Egli non aveva apposto sulla pianta segni ed indicazioni relativi all¹albergo in cui risiedeva il presidente Gorge. W. Bush. Anche il giornale contenente la rubrica ³Dine rettigheter i lommeformat² (³I tuoi diritti in formato tascabile²) è stato distribuito sull¹autobus; egli tuttavia non ha letto tale materiale. Presso Götaplassen a Göteborg sono stati distribuiti inoltre alcuni volantini, che il reo ha trattenuto per una futura lettura. Lo zaino confiscato appartiene alla sua ragazza, ma era utilizzato da lui. Luigino Longo portava i suoi effetti personali in tasca e non all¹interno dello zaino. Gli occhiali sequestrati appartengono alla sua ragazza. Accusa nell¹allegato numero 1 alla sentenza (Vasaparken) Luigino Longo ha riconosciuto di essersi reso colpevole di sommossa violenta, in concordanza con l¹accusa contenuta nell¹allegato 1. Oltre all¹interrogatorio di Luigino Longo, in questa parte si è tenuto l¹interrogatorio della vittima del reato, il comandante della polizia a cavallo Reino Norman, e l¹interrogatorio del testimone, l¹agente di polizia Joakim Sjöström. Il pubblico ministero ha fatto riferimento alle prove scritte che risultano dalla querela, allegato numero 1 alla sentenza. Giudizio del tribunale Tramite il riconoscimento da parte di Luigino Longo, unitamente alle prove cui il pubblico ministero ha fatto riferimento, è acclarato che Luigino Longo, nel modo in cui il pubblico ministero ha sostenuto, ha preso parte alla sommossa violenta avvenuta presso Vasaparken a Göteborg il 14 giugno 2001, nel corso della quale ha lanciato un grosso ramo d¹albero lungo approssimativamente un metro e mezzo nella direzione degli agenti di polizia nell¹esercizio delle proprie funzioni a cavallo ed a piedi. L¹accusa è dunque certificata. Accusa nell¹allegato numero 2 alla sentenza (Götaplatsen/Berzeliigatan) Luigino Longo ha negato di avere commesso il reato. Egli ha dichiarato di aver partecipato il 15 giugno 2001 ad una dimostrazione autorizzata presso Götaplatsen, di aver preso parte ad un corteo dimostrativo in Berzeliigatan poiché si trattava ancora di una dimostrazione autorizzata, nonché di essere tornato il più presto possibile a Götaplatsen, dietro intimazione da parte della polizia, per via delle circostanze del momento. Inoltre, egli ha negato di aver lanciato qualunque oggetto contro alcuno. Ha tuttavia ammesso di aver raccolto una bottiglia in plastica, di averla agitata per accertarsi del contenuto della stessa e di averla successivamente lasciata sul terreno. L¹interrogatorio ha avuto luogo, oltre che con Luigino Longo, con la vittima del reato rispondente al nome di Magnus Söderberg, assieme ai testimoni Matts Sjöström e Per-Anders Johnsson. Il Pubblico Ministero ha fatto riferimento alla notevole quantità di prove scritte che risultano dalla querela, allegato numero 2 alla sentenza, assieme ad ulteriori prove scritte. Il video cui il Pubblico Ministero ha fatto riferimento mostra la sommossa violenta avvenuta, tra gli altri punti della città, a Götaplatsen il 15 giugno 2001. Dal video risulta, tra gli altri fatti, un grande raggruppamento di persone che compiono atti di violenza collettiva unendo le proprie forze, opponendosi alle forze dell¹ordine con il lancio di grandi quantità di pietre da pavimentazione contro gli agenti di polizia ed attacchi individuali ai singoli agenti mediante tubi in metallo. Magnus Söderberg ha riferito quanto segue: egli ha lavorato come agente di polizia per nove anni e fa attualmente parte delle unità cinofile. In occasione dell¹incontro al vertice della Comunità Europea (incontro al vertice) è stato inserito in un gruppo di supporto con le unità cinofile, chiamato ³Ecco². Il gruppo, che consisteva in quattro unità cinofile affiancate da un ufficiale, doveva rimanere in stato di all¹erta per tutta la durata dell¹incontro al vertice ed intervenire nel caso in cui le manifestazioni degenerassero. Oltre ad ³Ecco², c¹erano altri gruppi simili. Per-Andres Johnsson era stato inserito nello stesso gruppo in cui si trovava Magnus Söderberg. Alla vigilia del vertice, Magnus Söderberg aveva preso parte ai processi preparativi, consistenti in addestramenti con altri agenti di polizia e simulazioni. Durante il vertice, egli indossava un equipaggiamento di protezione completo; questo era costituito da sospensori, gambali rigidi, stivali appropriati, spalliere, protezioni per i polsi e per i gomiti, guanti, casco e giubbotto antiproiettile. Nella mattinata del 15 giugno 2001, aveva ricevuto informazioni circa alcune agitazioni. Ai dimostranti doveva essere impedito di recarsi presso Svenska Mässan, dove il vertice aveva luogo. Magnus Söderberg ed i suoi colleghi all¹interno del gruppo di supporto hanno piazzato i propri veicoli a Södra Vägen ed attendevano ulteriori istruzioni. Il gruppo è stato informato che i dimostranti avevano iniziato a muoversi in Berzeliigatan verso Södra Vägen. In mattinata i veicoli della polizia erano stati piazzati in Södra Vägen e gli agenti muniti di scudi bloccavano la strada ai dimostranti. Per segnalare che la via era sbarrata dalla polizia, era stato teso attraverso la strada un nastro blu. Dopo un breve tempo, i dimostranti, che percorrevano Berzeliigatan, sono arrivati allo sbarramento della polizia. La frangia anteriore del corteo era costituita da ³normali dimostranti². Dopodiché la frangia seguente, con dimostranti mascherati ed armati, nel numero di parecchie centinaia. I normali dimostranti erano vestiti per lo più in abiti chiari, in tal modo distinguendosi chiaramente dalla maggioranza dei dimostranti mascherati che costituivano le frange posteriori. Il gruppo di supporto di Magnus Söderberg ha ricevuto l¹ordine di incunearsi tra i due gruppi di dimostranti e separarli, nonché, nel caso in cui fosse possibile, di circondare i dimostranti mascherati ed armati. Egli tuttavia sospettava che tale operazione sarebbe fallita. Nel momento in cui il gruppo ha dato il via all¹operazione, l¹atmosfera si è notevolmente riscaldata ed i dimostranti mascherati hanno cominciato a lanciare oggetti ed a far pressione sugli altri dimostranti. Anche i dimostranti pacifici hanno cominciato a gridare, lanciare oggetti e commettere atti di violenza. Il gruppo di Magnus Söderberg è riuscito tuttavia a separare i due gruppi di dimostranti. In tale occasione, il suo cane ha morso uno dei dimostranti. Mentre egli cercava di allontanare il suo cane dal dimostrante, qualcuno che si trovava davanti a lui lo ha colpito con un bastone. La persona proveniva dal gruppo dei dimostranti pacifici. Magnus Söderberg ha ricevuto in tale occasione anche un calcio sul torace. Egli si è sentito terribilmente frustrato dal fatto che il suo cane fosse bloccato e che egli stesso non avesse il controllo della situazione. Quando è riuscito a staccare il cane dal dimostrante, si è reso conto di essere rimasto solo. In quel momento, è stato colpito sulla parte posteriore della testa da una pietra che arrivava dall¹alto. Nonostante ciò, egli ha continuato il suo lavoro, ma si rendeva conto di essere stato ferito alla nuca. Un suo collega ha ricevuto un colpo sul braccio nel tentativo di difenderlo. Solo quando i due gruppi di dimostranti sono stati separati il lancio di pietre è effettivamente cominciato. Nel momento in cui i dimostranti sono stati allontanati da Berzeliigatan, il suo gruppo ha cominciato a ritirarsi. In seguito a ciò i colleghi di Magnus Söderberg sono stati sospesi dal servizio a causa delle ferite ricevute. Ogni volta che era il momento di intervenire, Magnus Söderberg pensava: ³Quale collega perderemo questa volta?². I cani non sono mai stati colpiti direttamente dalle pietre lanciate. Alcuni zoppicavano leggermente, dopo essere stati colpiti da pietre vaganti. Magnus Söderberg non può dire con sicurezza di aver visto Luigino Longo durante le sommosse avvenute in Berzeliigatan. Dopo che queste erano state domate, il suo gruppo si è ritirato. E¹ stato loro ordinato di rimanere in guardia all¹interno dei propri veicoli, nei quali sono stati caricati, in quell¹occasione, anche i cani. Mentre i cani venivano caricati nei veicoli, Per-Anders Johansson ha detto: ³Eccolo là, quello che ci ha tirato le pietre². Contemporaneamente indicava un uomo, che successivamente si è rivelato essere Luigino Longo. Magnus Söderberg ha chiesto a Per-Anders Johansson se fosse sicuro di quanto aveva affermato, e quest¹ultimo ha risposto: ³Sì, assolutamente². Dopodiché, Luigino Longo è stato arrestato. Magnus Söderberg è tuttora in congedo per le ferite ricevute, ma il dolore alla nuca diminuisce costantemente. Il pubblico ministero ha fatto riferimento ad un documento del tribunale, redatto dopo una visita medica effettuata su Magnus Söderberg, datato 3 luglio 2001. Il medico, dopo il suo esame, riferisce quanto segue: 1. Magnus Söderberg riporta una leggera limitazione del movimento su tutti i piani per quanto riguarda il collo. Sente un dolore diffuso su pressione della muscolatura del collo e su alcuni muscoli che regolano i movimenti delle scapole su entrambi i lati. 2. I danni subiti da Magnus Söderberg possono essere stati prodotti nelle circostanze da lui descritte (nel corso del proprio servizio in occasione del summit EU a Göteborg). 3. Il danno può essere stato prodotto nel modo da lui descritto. 4. E¹ troppo presto per esprimersi circa la possibilità di futuri danni. Luigino Longo ha riferito quanto segue: egli è arrivato presso Götaplatsen intorno alle ore 9,30 del mattino il 15 giugno 2001. Lì ha ascoltato cinque o sei oratori. Successivamente è stato organizzato un corteo in Berzeliigatan, diretto verso Södra Vägen. Luigino Longo, che credeva si trattasse di una parte della manifestazione in Götaplatsen, non ha sentito se uno degli oratori avesse esortato i dimostranti ad unirsi al corteo diretto verso Svenska Mässan. Alla testa del corteo alcune persone reggevano uno striscione. Inoltre, c¹erano alcune persone munite di megafoni. Queste ultime gridavano slogan quali: ³Il nostro mondo non è in vendita, un altro mondo è possibile², e ³non-violenza². Altri dimostranti ripetevano gli slogan in coro. Luigino Longo pensava che il corteo fosse autorizzato, poiché non vedeva agenti di polizia né sbarramenti. Circa a metà di Brezeliigatan ha sorpassato gli agenti di polizia che si trovavano più lontano sul marciapiede. All¹incrocio tra Berzeliigatan e Södra Vägen c¹erano tuttavia agenti e veicoli della polizia che sbarravano la strada. Luigino Longo ha interpretato ciò nel senso che fosse proibito trovarsi al di là dello sbarramento, ma non al di qua dello stesso, dove il corteo si trovava. Egli non collegava il corteo dimostrativo alla marcia anticapitalista nominata nel calendario delle attività di ATTAC nella rubrica ³Fredag J 15². Luigino Longo si era limitato, per la precisione, alla lettura di detta rubrica. Solo nel momento in cui la polizia aveva diviso il corteo ha notato che lo stesso era composto da due parti differenti. Egli si trovava nella parte più vicina allo sbarramento della polizia. La compagine violenta si trovava nei pressi di Götaplatsen. Ciò a causa del caos e dei disordini in Berzeliigatan. I presenti gridavano e lanciavano oggetti per timore e per proteggersi. Luigino Longo ha interpretato inizialmente l¹operato della polizia sul posto come semplici operazioni di controllo. Quando il caos è esploso, sia gli agenti ed i loro cani, sia i dimostranti, si sono spaventati. La polizia ha acquisito il controllo della zona tramite un assetto militare e violento. Luigino Longo era quasi arrivato allo sbarramento della polizia quando il caos è esploso. Il corteo aveva impiegato circa 5-7 minuti per arrivare da Götaplatsen a Södra Vägen. Luigino Longo non sa se sia stata la polizia a provocare la sommossa o se siano stati i dimostranti a cominciare la sassaiola. I dimostranti che si trovavano più vicini allo sbarramento della polizia in Berzeliigatan scandivano ³non-violenza². Dopo che la polizia ha diviso il corteo, si è trovato smarrito ed ha gridato per mantenere il contatto con i suoi compagni. A quel punto ha visto un uomo ferito alla testa e voleva aiutarlo. Accanto all¹uomo c¹era una bottiglia in plastica che conteneva qualcosa. Un agente di polizia che si trovava all¹altro lato della strada si è voltato verso di loro. Luigino Longo sostiene che tale agente avesse con sé un cane. Egli si è spaventato ed ha lasciato cadere la bottiglia al suolo, senza lanciarla. Luigino Longo è restato sul posto ed un ufficiale di polizia è sopraggiunto ed ha parlato con lui ed altri quando la situazione si è tranquillizzata. L¹ufficiale di polizia voleva che lui e gli altri si spostassero da Berzeliigatan a Götaplatsen. Dopo aver parlato con l¹ufficiale, Luigino Longo e gli altri sono tornati indietro. Circa 15-20 minuti dopo che il corteo aveva dato inizio alla marcia in Berzeliigatan, egli era di nuovo in Götaplatsen. Successivamente, la polizia ha preso il controllo di Berzeliigatan, sbarrandola. Luigino Longo portava con sé un cartello durante il corteo. Su di esso era scritto in inglese ³Il nostro mondo non è in vendita². Egli lo ha perso, tuttavia, quando si è trovato nei pressi dello sbarramento di polizia tra Berzeliigatan e Södra Vägen., ma ne ha trattenuto il manico in legno. Egli lo muoveva per difendersi, ma non lo ha mai lanciato. Non ha lanciato neanche pietre nella circostanza attuale. La sua ammissione di aver lanciato piccoli pezzi di legno ed altri piccoli oggetti era dovuta al fatto che si trovasse ad essere stremato durante l¹interrogatorio. Successivamente ha avuto il tempo di ripensare a quello che era successo in Berzeliigatan. Egli non è una persona che usa violenza contro gli altri, ed il suo scopo non era di compiere atti di violenza. Tuttavia questi hanno avuto luogo, ma non per sua responsabilità. Non era sotto l¹effetto di alcool o sostanze stupefacenti nel corso della manifestazione. Il fazzoletto che portava intorno al collo era dovuto alla sua allergia al polline ed al fatto che, nel corso delle manifestazioni, il caos scoppia facilmente. Dunque, intendeva utilizzare il fazzoletto per proteggersi nel caso di lancio di gas lacrimogeni da parte della polizia; non era sua intenzione usarlo per mascherarsi il volto, poiché cadeva di continuo se tenuto sul volto stesso. Luigino Longo ha confermato di essere la persona che appare sulle fotografie facenti parte del materiale d¹indagine raccolto nel corso delle manifestazioni e che mostrano un uomo che regge un bastone di legno. Mats Sjöström ha riferito quanto segue: è agente di polizia dal 1974. Nel corso degli ultimi sei anni ha lavorato come commissario di guardia della polizia regionale. Tra i suoi incarichi c¹è il ricoprire la posizione di vicecapo della polizia nel caso di importanti eventi pubblici, come partite di calcio e manifestazioni. A tal proposito egli è abbastanza abituato alle manifestazioni, ma non gli era mai capitato di trovarsi in mezzo nulla di simile a quanto è successo in occasione del vertice EU. Le forze dell¹ordine hanno preso parte, insieme con il comune di Göteborg tra gli altri, nel corso della primavera 2000 a svariati preparativi per l¹incontro al vertice. Sono stati istituiti gruppi di lavoro che hanno preso contatto con altri gruppi che richiedevano l¹autorizzazione per le proprie manifestazioni alla vigilia del vertice. Lo scopo primario delle forze dell¹ordine era assicurare la possibilità di svolgimento del vertice ed a tal fine erano state prese misure eccezionali presso Svenska Mässan. Presso Götaplatsen/Berzeliigatan si trovava un gruppo di agenti che avrebbe dovuto condurre i manifestanti fino a Götaplatsen. A Mats Sjöström è venuto il sospetto che i dimostranti pensassero di concludere la manifestazione, che aveva luogo in Götaplatsen nella mattinata del 15 giugno 2001, portandosi, attraverso Berzeliigatan e Södra Vägen, fino a Svenska Mässan. Mats Sjöström è arrivato in Södra Vägen alle 8 del 15 giugno 2001. Tra le 8,45 e le 9,00 è venuto a sapere che i dimostranti avevano cominciato a mascherarsi il volto ed a tirare fuori pietre per pavimentazione in Götaplatsen. Questi dimostranti non intendevano concludere la manifestazione in Götaplatsen pacificamente, come era stato assicurato alle forze di polizia. Essendo venuto a conoscenza dei preparativi dei dimostranti in Götaplatsen, Mats Sjöström ha ordinato che Berzeliigatan fosse sbarrata con l¹aiuto di container. Poiché non si trovavano container disponibili, Matts Sjöström ha ordinato di disporre quattro autobus della polizia sulla strada. Successivamente è stato anche teso un nastro, una decina di metri davanti ai quattro autobus. Durante i preparativi della polizia, ha notato alcune persone che chiamavano da telefoni cellulari. Egli ha pensato che queste persone stessero informando altre circa, che si trovavano nelle vicinanze, i preparativi della polizia. C¹era molta gente nel parcheggio che dà su Berzeliigatan, che cercava anche di portarsi verso le postazioni della polizia da tre diverse direzioni. Una persona che si spacciava come leader della manifestazione ha preso contatto con Mats Sjöström. Questa persona ha detto di essere spaventata e di non poter garantire un pacifico svolgimento della manifestazione, poiché c¹erano alcuni dimostranti che si mascheravano ed armavano di pietre ed altre armi. I dimostranti hanno attraversato il nastro che era stato teso tra i veicoli della polizia che erano stati disposti. Mats Sjöström ha visto che la frangia anteriore del corteo era composta da un centinaio di ³dimostranti normali² che volevano protestare contro il vertice. Poi seguivano i dimostranti mascherati e vestiti di nero. In tutto, si trattava di circa 600-800 dimostranti che si trovavano in Berzeliigatan. Matts Sjöström pensava che fosse necessario dividere i due gruppi di dimostranti con l¹aiuto delle unitä cinofile. Se necessario, sarebbe stato utile circondare i dimostranti mascherati, in modo da poterli arrestare. Quando le unità cinofile hanno tentato di incunearsi tra i due gruppi di dimostranti, è cominciato il lancio di sassi verso gli agenti. Matts Sjöström ha ordinato di spingere i dimostranti mascherati in Berzeliigatan, verso Götaplatsen. Nel corso dell¹intera operazione ha avuto luogo una massiccia sassaiola. Quando i dimostranti erano stati respinti verso Götaplatsen, Matts Sjöström è stato infornato che la biblioteca municipale stava subendo atti di vandalismo. Dopodiché è seguito il danneggiamento in Avenyn. Poiché restavano circa 300-400 persone in Götaplatsen, Matts Sjöström ha deciso che lo sbarramento di Berzeliigatan dovesse rimanere dov¹era. La sommossa in Berzeliigatan è durata circa un¹ora e molti agenti sono stati colpiti dalle pietre, anche un¹agente donna a cavallo. Le pietre venivano lanciate anche dal parcheggio. Tuttavia non restavano molte persone nel parcheggio stesso, poiché le unità cinofile avevano ne cacciato via molte da lì. In strada è stato lanciato anche un paio di razzi contro gli agenti di polizia. Per-Anders Johnsson ha riferito quanto segue: egli ha lavorato in polizia per 30 anni. Da 17 anni fa parte delle unità cinofile. Alla vigilia del vertice si era addestrato, insieme con le squadre antisommossa e la polizia a cavallo. Egli si trovava in Berzeliigatan il 15 giugno 2001 quando il gruppo delle unità cinofile in cui era entrato, composto da undici o dodici agenti, ha ricevuto l¹ordine di dividere il corteo e di respingerne la parte posteriore verso Götaplatsen. Essi sono riusciti a separare il corteo e più tardi Per-Anders Johnsson ha pensato che tale azione fosse stata la più pericolosa mai intrapresa. Dopo la separazione dei due gruppi di dimostranti e dopo l¹inizio dell¹operazione volta a spingere la parte posteriore del corteo verso Götaplatsen, una bottiglia di plastica è passata di fianco alla gamba sinistra di Per-Anders Johnsson. La bottiglia era stata lanciata da qualcuno che si trovava dietro di lui, cioè qualcuno che si trovava nel gruppo dei dimostranti pacifici. Egli si è girato ed ha notato un uomo con la testa rasata ed un aspetto tipico dei paesi dell¹Europa meridionale. L¹uomo indossava occhiali scuri ed aveva un ciuffo di barba sul mento. Per-Anders Johnsson ha visto che l¹uomo continuava a lanciare oggetti. Era l¹unico a lanciare oggetti. Le altre persone che gli si trovavano intorno non lanciavano nulla. Per-Anders Johnsson si è girato tre o quattro volte, ed ogni volta notava come l¹uomo continuasse il suo lancio. All¹improvviso Magnus Söderberg è stato colpito da qualche oggetto e Per-Anders Johnsson lo ha visto cadere a terra. Egli riconosce in Luigino Longo l¹uomo che ha visto lanciare oggetti in Berzeliigatan il 15 giugno 2001. Era Luigino Longo l¹uomo che egli ha visto lanciare la bottiglia e che inoltre lanciava grossi oggetti contro gli agenti. Dopo la sommossa in Berzeliigatan le unità cinofile si sono ritirate. Presso Vallgraven, quando hanno iniziato a caricare i cani nel veicolo, egli ha visto passare quell¹uomo che scagliava oggetti contro di loro in Berzeliigatan. L¹uomo si trovava nel vicino parco e sbirciava. Insieme con Magnus Sörderberg e Göran Fredling, Per-Anders Johnsson lo ha arrestato. Sentenza del tribunale In seguito all¹esame della causa è accertato che, nell¹occasione e nel posto indicati dall¹accusa, è avvenuta una sommossa violenta. Luigino Longo ha confermato di essersi trovato sul posto ed ha anche riconosciuto Per-Anders Johnsson. In seguito all¹interrogatorio è accertato che l¹agente di polizia è stato esposto, in tale occasione, al lancio di pietre, tra gli altri rischi. Da quanto riferito da Magnus Sörderberg, risulta che egli in tale occasione sia stato colpito alla testa da una pietra da pavimentazione e che a tale danno si sia aggiunto quello che risulta sia dal suo rapporto, sia dal documento del tribunale cui si è fatto riferimento. Le osservazioni compiute da Per-Anders Johnsson mostrano che Luigino Longo era l¹unica persona attiva e l¹unico a lanciare oggetti. I dettagli dati da per-Anders Johnsson, relativi alle sue osservazioni, fanno sì che si possa escludere che fosse qualcun altro e non Luigino Longo a lanciare oggetti e che dunque deve essere stato lui a farlo. E¹ di conseguenza accertato che sia stato lui a lanciare la pietra da pavimentazione che ha colpito Magnus Söderberg sulla testa. Il fatto che lo scopo della partecipazione di Luigino Longo alle manifestazioni di Göteborg non fosse pacifico come egli dichiara è reso esplicito anche dalla circostanza vedere punto 1 dell¹accusa per la quale egli, solo alcune ore dopo il suo arrivo in città il 14 giugno 2001, si è reso colpevole del reato di sommossa violenta. In virtù di quanto è dunque riportato, l¹accusa di sommossa violenta è certificata. Pena richiesta Luigino Longo non risulta avere precedenti penali in Svezia. Stando a quanto dichiarato dall¹accusa, risulta che egli sia stato condannato in Norvegia, nel 2000, per un reato praticamente equiparabile a quello di resistenza a pubblico ufficiale. Sono state effettuate approfondite indagini volte ad accertare la possibilità di comminare gli arresti domiciliari. Dal rapporto risulta, in sintesi, quanto segue. Longo è cittadino italiano ma vive da diciassette anni ad Oslo, Norvegia. Ha una figlia di 17 anni, insieme con una donna norvegese. Longo non ha un inserimento sociale in Svezia. Non ha mai avuto intenzione di fermarsi in Svezia. Non c¹è quindi alcun motivo di concedergli il beneficio degli arresti domiciliari e la natura del reato e la corrispondente pena dovranno essere la guida della richiesta della pena. In proposito sia della natura del reato, sia della consistenza totale della pena, è escluso qualunque altro tipo di pena che non sia l¹incarcerazione. La pena per il reato di sommossa violenta consiste per chi non se ne pone a capo in ammende o incarcerazione fino a quattro anni. Luigino Longo è stato riconosciuto colpevole di sommossa violenta in due diversi casi. Quando qualcuno viene condannato per più di un reato, secondo l¹articolo 30, comma 3 primo paragrafo del codice penale, il tribunale dovrà condannarlo ad una pena unica, tranne dove diversamente stabilito. La durata complessiva della pena carceraria, tuttavia, non deve superare le pene massime previste prese complessivamente, e non dovrà neanche nella misura in cui la circostanza presente rientri in tale casistica superare la pena massima di più di due anni. Poiché la pena massima per il reato di sommossa violenta, per chi non ne sia a capo, consiste in quattro anni di reclusione, quanto appena specificato comporta che la massima pena comminabile a Luigino Longo consista in sei anni di reclusione. Luigino Longo, in occasione della sommossa in Vasaparken, ha lanciato un grosso bastone di legno contro gli agenti di polizia. Pertanto, in considerazione della situazione e del suo atto, la pena per tale reato consiste in un anno di reclusione. In occasione della sommossa in Berzeliigatan, alla quale Luigino Longo ha preso parte, egli ha lanciato molti oggetti, che hanno rischiato di colpire degli agenti di polizia; il fatto che ciò non sia successo è da attribuire ad una casualità, poiché, secondo la testimonianza di Per-Anders Johnsson, tali oggetti sono caduti tra gli agenti stessi. Inoltre, Luigino Longo ha lanciato una pietra da pavimentazione che ha colpito Magnus Söderberg sulla testa, arrecandogli i danni precedentemente descritti. Luigino Longo si è reso colpevole non solo di sommossa violenta, ma anche di un atto di violenza che, in considerazione delle circostanze, va considerato grave. Luigino Longo tuttavia non viene condannato per questo atto di violenza, che viene però considerato dal tribunale come un¹aggravante nella sentenza relativa al reato di sommossa violenta. In considerazione di ciò e di quant¹altro è stato riportato, la pena per l¹atto sopra descritto consiste in due anni di reclusione. Luigino Longo sarà condannato, in concordanza con il codice penale, ad un¹unica pena collettiva per entrambi i reati di cui si è reso colpevole. In considerazione di ciò, della pena unica per il reato, del fatto che il reato ha infranto brutalmente i valori del mondo democratico che uno stato di diritto deve garantire, che Luigino Longo in breve tempo si è reso colpevole del reato di sommossa violenta in due diverse occasioni, del fatto che lo scopo del suo viaggio a Göteborg era palesemente come si deduce dal fatto che egli, solo 18 ore dopo essere arrivato, si è reso colpevole di reati l¹uso della violenza, la pena a lui comminata consisterà in due anni e sei mesi di reclusione. Richiesta particolare Luigino Longo ha contestato la richiesta di sequestro da parte dell¹accusa. La richiesta ha fondamento legale e sarà dunque accolta. Espulsione Luigino Longo ha contestato la richiesta di espulsione avanzata dall¹accusa. Secondo l¹art. 4, comma 7 della legge relativa al trattamento degli stranieri (1989:529), uno straniero viene espulso dalla Svezia se viene condannato per un reato che può comportare l¹incarcerazione. L¹espulsione tuttavia ha luogo, se la circostanze attuali rientrano in tale casistica, solamente se il reato, in termini di danno, pericolo o violazione della legge che esso ha causato, nei confronti di un singolo individuo o della società, è tanto grave da rendere necessaria l¹espulsione stessa. Il reato commesso da Luigino Longo è collegato al vertice della Comunità Europea ed al grande numero di manifestazioni e dimostrazioni organizzate in occasione del vertice stesso. La sommossa violenta avvenuta a Göteborg in occasione del vertice ha comportato una grave infrazione ai valori del mondo democratico, che uno stato di diritto deve garantire. Con la partecipazione a non solo una delle due sommosse violente, Luigino Longo è andato contro l¹interesse generale della società, in maniera tale da meritare l¹espulsione. La legge relativa al trattamento degli stranieri stabilisce che l¹espulsione avverrà verso il paese da cui il reo proviene, nel caso di Luigino Longo, dunque, verso la Norvegia. Il divieto di rientrare in Svezia durerà, in considerazione della gravità dei reati di cui Luigino Longo si è reso colpevole, dieci anni. Secondo l¹articolo 30, comma 5 I, paragrafo 4 codice penale il tribunale, nella decisione relativa alla consistenza della pena, dovrà prendere in ragionevole considerazione, oltre alla pena prevista per il reato, se l¹imputato subirà un danno con l¹espulsione dallo Stato per via dei reati commessi. Luigino Longo, che è cittadino italiano, ma da molti anni vive in Norvegia, non ha alcuna relazione con la Svezia. Egli è venuto in Svezia dalla Norvegia il 14 giugno 2001 con l¹intenzione di tornare lì il giorno 17 giugno. Ciò considerato, si può affermare che egli non subirà danno alcuno, per via dell¹espulsione, di cui tenere conto nella sentenza. Non è dunque concessa alcuna riduzione della pena. Arresto L¹accusa ha richiesto che Luigino Longo rimanga in stato d¹arresto finché la sentenza non entri in vigore. Come motivazione per tale richiesta, ha addotto il rischio che Luigino Longo riesca a fuggire o in altro modo si sottragga agli obblighi di legge o alla condanna, nonché che inquini l¹indagine relativa alla causa in cui è imputato. L¹accusa ha inoltre richiesto il diritto di notificare restrizioni che riguardino Luigino Longo. Luigino Longo ha fatto richiesta di essere rimesso a piede libero. Egli ha inoltre contestato l¹esistenza del rischio di inquinamento dell¹indagine e si è dunque opposto alla richiesta da parte dell¹accusa di autorizzazione a notificare restrizioni. Luigino Longo, poiché esiste sia il rischio che possa fuggire o in altro modo sottrarsi agli obblighi di legge o alla condanna, sia il rischio egli possa inquinare l¹indagine, rimarrà in stato di arresto finchè la sentenza emessa a suo carico non entrerà in vigore. L¹accusa avrà inoltre il diritto di notificargli restrizioni, secondo l¹art. 24, comma 5 a del codice di procedura penale. APPELLO, vedere allegato 3 (DV 400) L¹appello è concesso entro e non oltre il 21 agosto 2001 ed avrà luogo presso la Corte d¹Appello della Svezia Occidentale. (firma) Mats Sjösten DOCUMENTI CONCLUSIVI, vedere allegato Allegato 1 alla sentenza SECONDA CAMERA DI CONSIGLIO DI GÖTEBORG
RICHIESTA DI CITAZIONE IN GIUDIZIO Data Dnr Cod. org.: 402° Tribunale di Göteborg Causa numero: B 6692 01 Š Allegato alla sentenza numero 2 SECONDA CAMERA DI CONSIGLIO DI GÖTEBORG
RICHIESTA DI CITAZIONE IN GIUDIZIO Data Dnr Cod. org.: 402° Tribunale di Göteborg Causa numero: B 6692 01 Š TRIBUNALE DI GÖTEBORG DOCUMENTI CONCLUSIVI Allegato agli atti Il documento riguarda
Comments/questions for the campain: free_gigi@hotmail.com
Last update: 18/10-2001 - http://home.no.net/freegigi
|
||||