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No global alla sbarra

Goteborg, oggi sentenza per l'italiano arrestato

SARA MENAFRA, Il manifesto 3/10-2001.

Ieri sera il tribunale di Goteborg si riunito per deliberare definitivamente sulla sorte di Luigi Longo, italiano e norvegese di adozione condannato a due anni e mezzo di reclusione in seguito agli scontri avvenuti a giugno durante le manifestazioni contro il summit dell'Unione europea. La decisione sar comunicata il prossimo 11 ottobre, e gli avvocati si sono detti "ottimisti ma senza illusioni". Intanto, dopo la pubblicazione di un articolo che raccontava l'incredibile vicenda di Luigi Longo ("Il prigioniero di Goteborg" del 30 settembre) il ministero degli esteri ha inviato una lettera di precisazioni al manifesto, nella quale spiega che la Farnesina il console italiano a Goteborg si stanno interessando da tempo al caso. "I familiari che sono al processo ci hanno detto che la restrizione ovvero l'isolamento sono stati revocati proprio con l'udienza di oggi (ieri, ndr) - dice Gianni Lucchino, che insieme al collettivo La citt del sole di Lamezia Terme si sta interessando alla vicenda - vero che nell'ultimo periodo le cose sono cambiate: ora Luigi sta ricevendo assistenza sia sanitaria che legale e anche il cappellano del carcere ci ha confermato che sta meglio. Ma rimane il fatto che fino a ieri era stato tenuto in isolamento totale".

Nel merito la lettera del ministero precisa ad esempio che durante i primi due processi, il console "si assicurato che a Longo fosse assegnato un avvocato d'ufficio che godesse di elevata considerazione professionale". Sar anche vero, ma sta di fatto che "durante i processi non c' stato un testimone della difesa" e al principale accusatore del processo del 24 luglio, il poliziotto Sjostrom, l'avvocato non ha rivolto nessuna domanda, cos come ha raccontato Marianne Dietz, la ex compagna di Luigino, che ha seguito il processo di persona. Pi avanti la lettera spiega che "il console ha seguito il regolare svolgimento di tutto il processo, durante il quale Longo stato costantemente assistito da un interprete. Sempre in stretto contatto con l'ambasciata il console visita sistematicamente il connazionale in carcere e verifica che egli riceva l'assistenza sanitaria necessaria". Come riferiscono i familiari di Luigino ora le cose sono cambiate, ma nei primi due processi "il dibattimento (conclusosi il 31 luglio con la condanna a 2 anni e mezzo ndr) si tenuto in svedese e la corte ha preteso che le dichiarazioni dell'imputato fossero fatte in italiano e poi tradotte. Ma la corte e la pubblica accusa si esprimevano in svedese senza che ci venisse tradotto in italiano", come ha riferito il presidente dell'associazione Italiani in Norvegia, Domenico Trivilino, il primo a scrivere una lettera alla Farnesina, peraltro mai smentita. Chiarimenti a parte non ci rimane che incrociare le dita e sperare che Luigino torni presto a casa.


 

 

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