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Göteborg, condannato antiglobal

Due anni di prigione a Luigi Longo per aver contestato il vertice Ue. Una sentenza senza prove

SARA MENAFRA, Il manifesto 12/10-2001.

"In fondo me lo aspettavo". E' sconvolta Marianne Dietz, ex compagna di Luigino Longo: ieri mattina la corte di appello del tribulale di Göteborg ha confermato la condanna contro Luigi. Anche in questo processo, come nei due precedenti, l'unica "colpa" dimostrata di questo italiano-norvegese (Luigino vive a Oslo da 17 anni) è la sua partecipazione ai cortei di giugno contro il summit dell'Unione europea. La condanna: due anni di carcere (prima erano due e mezzo) per aver preso parte a manifestazioni violente.

"E' un processo politico - dice Mauro Bulgarelli, il deputato dei Verdi che si è interessato al caso mobilitando anche dei parlamentari europei - hanno colpito l'obiettivo più debole: una persona che non ha una chiara appartenenza territoriale. Ma dietro a questa condanna c'è il tentativo di criminalizzare chi scende in piazza. Altrimenti che senso avrebbe condannare una persona per partecipazione a manifestazione violenta? Come se si potesse scegliere prima se a un corteo a cui vuoi andare ci saranno degli scontri oppure no".

Infatti, le prove contro Luigino sono tutte molto traballanti. In quest'ultima udienza è stata definitivamente cestinata l'accusa che voleva Luigino colpevole di aver lanciato un oggetto contro un poliziotto, ferendolo alla nuca. Ad accusarlo, ingiustamente, era un poliziotto, la cui credibilità non è stata però messa in dubbio dai giudici, tanto da usare la sua testimonianza per la nuova condanna: "I cinque testimoni presentati dalla difesa - spiega invecee Marianne - praticamente non sono stati presi in considerazione". Ancora più ingarbugliata la vicenda legata all'altra prova contro Luigi: un video filmato dalla polizia che mostra da lontato una persona, simile a Longo, lanciare un bastone o un ramo che poi finirà in un cespuglio, a dimostrazione del comportamento violento dell'accusato durante i cortei. "L'orario del filmato è cambiato quattro volte - sottolinea Marianne - Infine lo stesso poliziotto che ha girato il video e che ha cambiato più volte idea sull'orario è stato incaricato di verificare se la telecamera potesse essere stata impostata male. Capisci? Lo stesso che poteva essere indagato per falsa testimonianza!". Per non parlare del fatto che Luigi, come non fa che ripetere il comitato italiano-norvegese che si è mobilitato in suo favore, è cardiopatico ed ha una protesi al braccio che non gli consente di fare movimenti a strappo.

Nonostante il duro colpo i tanti gruppi che si sono mobilitati a favore di Luigi stanno già pensando a come continuare: "Organizzeremo una campagna su questa vicenda che ci riguarda più da vicino di quanto sembri - dice Antonio Amorosi del centro sociale Tpo di Bologna - In questo periodo di guerra permanente il tentativo è quello di limitare i diritti di cittadinanza di chi vuole esprimere opinioni diverse".

 


 

 

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